
Sono tre i percorsi del Cammino che passano dalla regione spagnola oltre a due principali
vie di collegamento che fanno di Oviedo una delle principali tappe di pellegrinaggio
Spiagge oceaniche battute dal vento e montagne spettacolari. Le Asturie si presentano così, come una parte di Spagna
dove la natura è selvaggia e l’esperienza turistica ancora autentica e rurale. Per questo non stupisce che cammini e turismo
lento rappresentino una delle principali modalità per visitare la
regione, che si dimostra un paradiso per chi ama le vacanze
outdoor. Da qui passano alcuni percorsi del Cammino di Santiago che hanno come fulcro Oviedo, il capoluogo, e che sono
stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per la loro
importanza storica e vitalità culturale. Si tratta degli itinerari
giacobei, così definiti in onore di San Giacomo Maggiore, il santo
a cui è dedicato il pellegrinaggio di Santiago de Compostela.
Quelli che attraversano le Asturie sono: il Cammino Primitivo,
il Cammino del Nord o Cammino Costiero, nonché il Cammino
di El Salvador e i collegamenti tra il Primitivo e il Costiero. Tutti
questi dispongono di una rete di ostelli modernizzata, secondo
lo stile di vita e il modo di intendere il Cammino dei pellegrini del
XXI secolo, e sono pensati per il riposo dopo i molti chilometri
di ogni tappa. Inoltre, c’è anche un’ampia rete di alloggi rurali
e urbani tra cui scegliere, nel caso in cui si preferisca questa
opzione.
IL CAMMINO PRIMITIVO
Il Cammino Primitivo è considerato la più antica via giacobea
della penisola iberica. Secondo la tradizione, fu il re Alfonso II delle
Asturie a percorrerlo per primo nel IX secolo, andando da Oviedo
verso il luogo in cui era stata scoperta la tomba dell’apostolo
Giacomo, la futura Santiago de Compostela. Proprio questo viaggio
avrebbe trasformato il sovrano nel primo pellegrino della storia
e il percorso da lui seguito nel cammino cosiddetto “Primitivo”.
Oggi il tracciato attraversa circa 145 chilometri di paesaggi rurali
e montani suddivisi in sette tappe. Da Oviedo il cammino si inoltra
nell’entroterra asturiano passando per Grado, Salas, Tineo, Pola de
Allande e Grandas de Salime, regalando un’immersione continua
nella natura più autentica delle Asturie. Montagne, foreste, corsi
d’acqua, cascate e vallate si alternano a un ricchissimo patrimonio
culturale fatto di monasteri medievali, chiese, eremi e piccoli villaggi
storici. Qui dominano paesaggi rurali e montani con foreste umide,
vallate profonde, pascoli, sentieri pietrosi e piccoli villaggi sospesi
nel tempo. È un itinerario che conserva ancora oggi un forte
carattere outdoor e che richiede una buona preparazione fisica,
soprattutto nei tratti con maggiore dislivello. Uno dei segmenti
più spettacolari è la cosiddetta variante de los Hospitales, via storica tra Borres e Puerto del Palo (circa 142 chilometri totali);
il nome deriva dagli antichi ospedali medievali che offrivano rifugio
ai pellegrini durante l’attraversamento delle montagne asturiane.
Questo tratto è considerato da molti il percorso originale del Cammino
Primitivo ed è anche uno dei più impegnativi, ma capace di regalare
la sezione più spettacolare dal punto di vista paesaggistico, con
viste aperte sulle montagne delle Asturie occidentali. Molti pellegrini
la descrivono come l’esperienza più memorabile dell’intero cammino.
IL CAMMINO DEL NORD O CAMMINO DELLA COSTA
Completamente diverso nello scenario, ma altrettanto spettacolare, è il Cammino del Nord, conosciuto anche come Cammino della
Costa. Proveniente da Irún, nei Paesi Baschi, segue per lunghi tratti la
costa del Mar Cantabrico regalando uno dei percorsi più panoramici
dell’intero universo giacobeo. Nel tratto asturiano si sviluppa per circa
280 chilometri distribuiti in 13 tappe che mantengono costantemente
il contatto con l’oceano. Attraversa località come Bustio, Llanes, Ribadesella, Gijón, Avilés e Muros de Nalón, alternando spiagge selvagge,
scogliere, villaggi marinari e verdi colline atlantiche. Lungo il percorso,
il pellegrino incontra ponti medievali, monasteri, antichi ospedali per
viandanti e importanti testimonianze architettoniche, dalle chiese rurali
ai palazzi signorili fino alle eleganti residenze costruite dagli emigranti
asturiani. Il Cammino della Costa unisce costantemente natura e cultura e, nonostante venga spesso associato al mare, non è affatto un
percorso semplice. Le continue irregolarità del terreno, i saliscendi
costanti e le vallate che interrompono la linea costiera lo rendono fisicamente piuttosto impegnativo. Storicamente, alcuni tratti obbligavano addirittura i pellegrini a combinare viaggio terrestre e navigazione costiera. Lungo il percorso emergono le testimonianze della storia
medievale e marittima delle Asturie, a cui si aggiungono le cosiddette
“indiano villas”, eleganti ville costruite tra Ottocento e Novecento dagli
emigranti asturiani rientrati dall’America Latina, particolarmente diffuse lungo la costa.
IL CAMMINO DI EL SALVADOR
Era il 1075 quando re Alfonso VI aprì l’Arca Santa conservata
nella Cattedrale di El Salvador a Oviedo, in Spagna, portando alla
luce le reliquie arrivate in Spagna da Gerusalemme, tra cui il Santo
Sudario, frammenti della Croce e reliquie dei santi. Il valore della
scoperta rafforzò lo status della città come punto di partenza per
tutti coloro che si recavano in pellegrinaggio a Santiago, ma fece
sì che il capoluogo asturiano diventasse un centro di pellegrinaggio
a tutti gli effetti. Proprio la Cattedrale di Oviedo rappresenta oggi
il cuore simbolico dell’itinerario omonimo (Cammino di El Salvador)
che è considerato uno dei percorsi più affascinanti e meno
conosciuti. Si tratta infatti di un cammino di montagna che collega
León a Oviedo attraversando la Cordigliera Cantabrica e che, nel
Medioevo, rappresentava una deviazione spirituale fondamentale
per molti pellegrini diretti a Santiago de Compostela. Il percorso
ufficiale si sviluppa in cinque tappe, di cui le ultime tre attraversano
il territorio asturiano che passa da Puerto de Pajares, Campomanes,
Mieres, Oviedo. Anche se relativamente corto rispetto ad altri
cammini, quello di El Salvador è considerato uno dei più fisicamente
impegnativi dell’universo giacobeo. La salita verso il Puerto de
Pajares rappresenta il principale ostacolo altimetrico, ma anche il
versante asturiano richiede un buon allenamento a causa di continui
dislivelli, sentieri montani e condizioni meteo spesso variabili. Uno
degli aspetti più particolari del Cammino di El Salvador è il passaggio
progressivo dai paesaggi d’alta quota alle storiche vallate minerarie
delle Asturie centrali. Dopo il valico di Pajares, il percorso segue infatti
i bacini dei fiumi Lena e Caudal, attraversando aree profondamente
legate alla storia industriale e mineraria della regione.
I DUE COLLEGAMENTI TRA IL CAMMINO DELLA COSTA
E IL CAMMINO PRIMITIVO
Esistono due collegamenti tra il Cammino della Costa e il
Cammino Primitivo che si inoltrano nelle montagne alla ricerca di
Oviedo, seguendo due possibili deviazioni che convergono in cima a
La Campa. Questi itinerari si snodano nell’entroterra, attraversando
un terreno non complesso, ma un po’ più arduo di quello che hanno
dovuto affrontare finora i pellegrini provenienti dalla costa. Uno dei
punti più affascinanti della connessione è la variante che conduce
al Monastero di Santa María de Valdediós, che permette di visitare
il monastero cistercense medievale e la chiesa preromanica di San
Salvador de Valdediós, conosciuta come “El Conventín”, due tesori
della storia asturiana. Dopo il ricongiungimento dei due tracciati
all’Alto de la Campa, il cammino prosegue verso La Pola Siero, una
delle tappe più vive del percorso, nota per la gastronomia tradizionale
e per la forte identità popolare asturiana. Da qui il pellegrino entra
progressivamente nell’area urbana di Oviedo, dove il collegamento
confluisce ufficialmente nel Cammino Primitivo davanti alla
Cattedrale di El Salvador.