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Cosa si deve fare quando si prende un’insolazione?
recarsi subito in un luogo fresco ed arieggiato. assumere posizione antishock (sdraiati supini, con le gambe leggermente sollevate per favorire il ritorno venoso al cuore) idratarsi abbondantemente con acqua naturale

“Oggi vi presenteremo le nostre strategie, i nuovi
prodotti, le campagne marketing, ma la cosa più
importante è che, dopo anni di meeting digitali, finalmente ci incontriamo di nuovo tutti insieme fisicamente”. Ha
esordito così Alberto Alessandroni – country manager di Saucony Italia per la parte performance – in occasione del primo
sales meeting su suolo italiano del brand americano che si è
tenuto lo scorso 28 maggio. Presenti in sala presso lo Hyatt Centric Milan Centrale di Milano 25 retailer specializzati running.
PERCHÉ MILANO – Il Gruppo Wolverine si sta allargando. Saucony manterrà la sede logistica a Montebelluna, in provincia di
Treviso, in Veneto, ma la parte commerciale, marketing e prodotto a luglio si trasferirà nel capoluogo lombardo. E lo farà insieme agli amici di Originals e ai colleghi di Merrell.
125 anni DI STORIA E INNOVAZIONE TECNOLOGICA – Nel
2023 Saucony compie 125 anni. Nasceva nel 1898 in un sobborgo
di Boston, in Massachusetts, negli Stati Uniti e, grazie una missione segreta della NASA, le sue scarpe sono addirittura approdate sullo spazio. Nel 1983 il neozelandese Rod Dixon, con una
Saucony ai piedi, ha poi vinto la maratona di New York. Oggi la
Nixon Trainer è stata rilanciata dagli amici di Original che hanno dato nuova linfa a prodotti degli Anni ’80, aiutando il marchio a far crescere la propria brand awareness (oggi in Italia è
del 45%, ossia circa una persona su due conosce Saucony). Per
quanto riguarda invece le innovazioni più recenti e quindi più
familiari, abbiamo la Kinvara, fino ad arrivare nel 2020 all’inserimento in collezione della famiglia Endorphin Pro e Speed e nel
2023 dell’Elite, una scarpa con piastra in carbonio pensata per
andare veloce, già sold out su tutto il mercato italiano.
RUN SPECIALTY COMMITMENT – La parola inglese/americana
“commitment” significa “impegno”. “Dopo il Covid – ha spiegato
Alberto Alessandroni – c’è stata una forte ripresa con una crescita importante del mondo
del running. Ora, però, il boom ce l’abbiamo
alle spalle e ne siamo tutti ben consapevoli. In
quest’ottica, dobbiamo pensare al 2023 come
a un anno per ‘aggiustare le cose’, perché c’è
obiettivamente troppa merce sul mercato e noi
aziende, insieme a voi specialisti, dobbiamo
cercare di risolvere questo problema il prima
possibile”.
Trend positivi, comunque, ci sono: le competizioni stanno tornando a crescere e coloro che
hanno iniziato a correre durante la pandemia
sono quelli che ora magari si iscrivono alla Deejay Ten e faranno presto una mezza maratona. Gran parte delle persone che tre anni fa ha
comprato una scarpa da running per camminare, oggi è podista.

“Vogliamo celebrare i rapporti di lunga data”

Quelli con i rivenditori specializzati, partner di Saucony, dedicando loro una campagna marketing.
Ne ha parlato alla platea Veronica Calzamatta, marketing manager Italia per la parte performance

I
n occasione del sales meeting, Alberto Alessandroni ha parlato
di impegno che, lato marketing, Saucony aveva già preso dando
il via, qualche settimana prima, al suo primo Take Courage Tour
sulla penisola. Un evento itinerante che ha visto l’azienda occupata
per un mese in tutta Italia per rincontrare il
consumatore finale e capire meglio le sue
necessità e preferenze. Quasi 800 i runner
che hanno corso con Saucony testando le
scarpe, dodici invece i negozi specializzati coinvolti nell’attività sul campo. Si tratta
di una prima attivazione, lato retail, utile a
comprendere le esigenze specifiche dei riveditori specializzati, ma anche per capire
quali sono i punti di forza del brand e gli
aspetti invece da migliorare. La roadmap
prevede appuntamenti in calendario anche in fall ’23 e per tutta la durata del 2024.
Col proprio van brandizzato, Saucony andrà presso gli store per far
provare i propri modelli di scarpe da running, ma anche per condividere informazioni, idee e pensare a potenziali eventi da organizzare in collaborazione. L’evoluzione di questo progetto si chiama
Saucony Run Club e si tratta di un club non esclusivo, ma che vuole
inglobare quanti più runner possibile, abbracciando e supportando, laddove c’è già, la community locale, oppure sostenendo il rivenditore specializzato a crearne una da zero.
“Il nostro obiettivo non è parlare solo ai runner élite, ma coinvolgere
tutti gli ‘everyday active consumer’, ossia gli appassionati di sport
in generale”, ha dichiarato Veronica Calzamatta, marketing manager Italia per la parte performance, che ha illustrato nel dettaglio la
strategia per l’anno prossimo.
IL PROGRAMMA DI FORMAZIONE
Attraverso i propri Tech Rep, Saucony
attiverà un programma di formazione in
tutta Italia. Obiettivo: incontrare i negozi
specializzati per fornire loro un pacchetto dedicato di materiali e tutte le informazioni utili e necessarie per vendere al meglio i prodotti al consumatore finale.
RUN FOR GOOD
Responsabilità: si tratta di un concetto
che l’azienda sta portando avanti stagione dopo stagione. “Anche il marketing vuole lasciare il segno e lo
fa mettendoci un tocco grafico”, ha spiegato Veronica Calzamatta. “Il simbolo che si troverà su tutti i prodotti che hanno caratteristiche ecosostenibili include diverse immagini e valori: ci sono
la foglia, il runner e i tre puntini che simbolizzano la storicità del
nostro brand e, naturalmente, c’è anche il logo di Saucony”. Tutto sotto il cappello di “Run for good” che significa “correre per
il benessere”: personale ma anche, per chi sposa la causa, del nostro Pianeta.

Per la prima volta Saucony sponsorizza l’edizione del Dolomiti Extreme Trail.
La gara, a cui si lega per due anni, è un’occasione per festeggiare i 125 anni del brand e per aumentare
la sua awareness anche nell’off-road. Ce lo racconta Veronica Calzamatta, marketing manager
_ di cristina turini
Tra gli eventi organizzati quest’anno per celebrare i 125 anni
dell’azienda statunitense, spicca sicuramente la partnership
con il Dolomiti Extreme Trail, in val di Zoldo (BL) il 9-10-11 giugno 2023. Tra le manifestazioni di punta del panorama off-road,
questa decima edizione è anche una delle tre gare in Europa a far
parte del Saucony Project Peak, un circuito di sei gare distribuite in
tutto il mondo, in cui i vincitori assoluti della massima distanza potranno gareggiare il prossimo dicembre al Saucony El Cruce, una sfida sulle Ande
tra Cile e Argentina. Un progetto importante, come
ulteriore passo avanti per affermarsi nella disciplina mettendo le basi per creare il team ambassador
dedicato, che possa diffondere anche tra i sentieri
di montagna i valori che contraddistinguono il marchio. Intervista a Veronica Calzamatta.
Quanto è importante per voi essere title sponsor
della DXT per affermarvi come brand nel segmento del trail running? Perché avete scelto questa
manifestazione?
Il trail running è una disciplina che abbiamo sempre sostenuto e che negli ultimi anni sta riscuotendo sempre più successo. La possibilità di riconnettersi con la natura, goderne sia da un punto di vista fisico che mentale, migliorando
la propria forma fisica e mettendosi alla prova con percorsi sempre
più difficili, è una pratica molto ricercata, soprattutto di questi tempi. DXT rappresenta in pieno questi valori e per questo siamo molto
felici di poter accostare il nostro nome a un evento così importante
nel panorama nazionale delle gare in montagna. Si tratta di una
manifestazione ben organizzata, giunta in questo 2023 alla decima
edizione, che si svolge nella splendida cornice delle Dolomiti e che
grazie alle diverse distanze previste (sono ben sei), si rivolge ad un
pubblico ampio e vario accomunato da un’unica grande passione:
la corsa all’aperto su sentieri off-road.
Quest’anno Saucony compie 125 anni. Sarà il DXT un’occasione per festeggiare? Prevedete attività speciali durante i giorni dell’evento?
Esatto, sono 125 anni che la passione per la corsa e i benefici che ne
derivano sono pilastri fondamentali per Saucony. DXT sarà un’ulteriore occasione nel corso dell’anno per festeggiare questo importante traguardo e far conoscere a tutta la running community le
nostre calzature di punta. Durante i tre giorni dell’evento avremo
a disposizione un try on dedicato con focus sui principali modelli
trail e daremo modo a tutti i partecipanti di interagire con il nostro
team tecnico.
DXT è una delle tre gare europee entrata a fa parte del Saucony
Project Peak. In cosa consiste questo progetto?
Project Peak è un progetto mondiale che Saucony attiva per la prima volta quest’anno. Si tratta di un circuito di sei gare distribuite
in tutto il mondo, di cui solo tre in Europa, in cui i vincitori assoluti
della massima distanza (103 km per DXT) avranno a disposizione un
pacchetto completo per gareggiare il prossimo dicembre al Saucony
El Cruce, una sfida sulle Ande tra Cile e Argentina, una full immersion nella natura sudamericana, tre giornate a stretto contatto con
la montagna per riuscire a percorrere 100 km. Project Peak debutterà
proprio in Italia con DXT i prossimi 09/10/11 giugno 2023.
Nel villaggio gara coinvolgerete anche un negozio
specializzato per la prova prodotti o procederete in
autonomia con i vostri tech rep?
Durante i tre giorni di manifestazione ci saranno
i nostri tech rep italiani e tedeschi a disposizione
per far testare a tutti i runner che lo desiderano le
novità prodotto per quanto riguarda il segmento
trail: ci saranno in prova le nuove Peregrine 13, le
Xodus Ultra 2 e le Endorphin Edge, dotate di piastra
in carbonio appositamente studiata per i percorsi
in montagna. Avremo anche qualche modello road
(come la nuovissima Endorphin Elite) per chi volesse conoscere anche altre proposte della nostra
gamma di scarpe running.
Avete un team ambassador/atleti dedicato al trail running o avete intenzione di costituirlo?
Attualmente l’unico team atleti di Saucony è basato negli Stati Uniti.
Tuttavia, anche a livello europeo stiamo ponendo delle basi solide
per costruire un gruppo ambassador forte e duraturo. Eventi come
DXT ci permettono di entrare a contatto con il target giusto per raggiungere questo obiettivo e ci danno la possibilità di far conoscere
il brand e i valori che ci contraddistinguono e che inevitabilmente
vorremmo che i nostri ambassador rappresentassero.
Alcuni competitor sono entrati recentemente in questo mercato con
l’abbigliamento oltre alle scarpe. State pensando di fare altrettanto?
Sì, il nostro team prodotto negli Stati Uniti sta lavorando per confezionare una collezione di abbigliamento Saucony che sia performante, in linea con la domanda del consumatore e che si ispiri ai
nostri iconici modelli di calzature (collezione apparel Peregrine,
per citarne una).

 

 

Con le frontali sulla testa e carichi di entusiasmo, anche quest’anno sono stati tantissimi (5mila) i runner
che hanno corso la settima edizione di Venice Night Trail. La gara si inserisce strategicamente nel piano
di comunicazione e marketing dell’azienda. Intervista a Paola Gazzola, responsabile PR e digital communication

_di tatiana bertera

Dopo cinque edizioni in qualità di title sponsor, CMP è più che
soddisfatta dei risultati ottenuti e si dice pronta a dare il suo
sostegno al trail notturno di 16 chilometri e 51 ponti (organizzato da Venicemarathon) anche nel 2024. L’evento ha fatto registrare
l’ennesimo, grandissimo successo di partecipanti, con 5.000
atleti al via, fra cui moltissimi stranieri.
Il plauso di Running Magazine, presente al via e lungo
il tracciato di gara, va certamente all’atleta di casa
Nicolò Petrin, che ha firmato il miglior crono di
sempre chiudendo i 16 chilometri e 51 ponti in
59’22”, e a Silvia Sangalli, che ha stoppato il crono a 1h11’28”. Ma anche ai tantissimi volontari
(circa 250) che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento. I vincitori sono stati premiati da
Paola Gazzola e Nicolò Rossignoli di CMP, che
“corre” insieme al trail veneziano da ben cinque anni, con i rappresentanti di Venicemarathon
Piero Rosa Salva, Stefano Fornasier e Lorenzo Cortesi.
Al termine abbiamo intervistato proprio Paola Gazzola,
responsabile PR e digital communication.
È nei progetti di CMP sostenere la Venice Night Trail anche nel 2024?
Sì certamente, per noi la continuità è un fattore importante quando
prendiamo la decisione di esporci e di sostenere un evento. Questo
permette a entrambe le parti coinvolte di costruire un progetto di
maggiore struttura e contenuto. Inoltre questa continuità ha già
dato esiti positivi e risultati importanti nelle edizioni passate, quindi siamo molto soddisfatti e orgogliosi di continuare a ricoprire
questo ruolo.
Come mai la scelta strategica di rivolgere la vostra attenzione a
questa gara?
Venice Night Trail è un evento unico nel suo genere, non convenzionale in quanto è un trail urbano e inclusivo perché si rivolge sia a
runner esperti, sia a chi vuole vivere l’esperienza di una corsa in una
delle città più magiche d’Italia. Per un’azienda veneta come appunto
CMP è molto importante sostenere il territorio. Vestire i volontari è
sempre un onore e un piacere in quanto sappiamo bene quanto siano fondamentali nella realizzazione di grandi eventi come questo.
Inoltre abbiamo l’occasione di mettere le nostre competenze tecniche al servizio dei runner realizzando la t-shirt di gara per tutti i
partecipanti.
Qual è l’identikit del trail runner che veste CMP?
È un runner che corre per passione, che vive il piacere della corsa
come immersione nella natura e nel paesaggio che questa disciplina
lo porta a scoprire. CMP è un brand più competente che competitivo,
nel senso che per noi il trail non è solo pura competizione, ma anche e soprattutto l’occasione per vivere un’esperienza da ricordare.
Chi corre con CMP lo fa per provare nuove emozioni, per crescere
nello sport e ottenere le sue personali vittorie.
Quale è, più in generale, la strategia di CMP per quanto riguarda le
sponsorizzazioni? Qual è la vision?
Siamo da anni al fianco di numerose iniziative che scegliamo e valutiamo di volta in volta tenendo in considerazioni più fattori. Questo approccio ci permette
di sostenere eventi o realtà che hanno in comune
tra loro valori come la passione per lo sport, la
condivisione, l’inclusione, lo sport senza barriere, la vicinanza al territorio. E che hanno riscontri sociali: come per esempio la Smile Run di Padova, la 177k o gli atleti di Brainpower. Oltre a
questo, vestiamo i maestri di Sci dell’Alta Badia,
le Guide Alpine di Madonna di Campiglio, siamo
sponsor della FIS Ski Cross World Cup e della Coppa del Mondo di Sci di Fondo, e di eventi per i più piccoli come Week 4 Kids. Per noi il migliore strumento di
comunicazione è far parlare i nostri prodotti durante
queste occasioni grazie a chi vi partecipa.
Avete altre strategie per aumentare la visibilità del brand?
Oltre ai classici strumenti e canali di comunicazione, digitali e non,
collaboriamo con i nostri partner, che diventano un vero asset di
comunicazione per noi, come noi per loro. Cerchiamo inoltre di valorizzare e potenziare il numero dei nostri ambassador, con l’obiettivo
di coinvolgerli sempre di più nelle varie attività ed esperienze. Tutto
ciò al fine di rendere CMP un love brand: a Venezia, infatti, abbiamo voluto includere alla nostra già affezionata community

PERCHÈ UTILIZZARE NOENE®

PRIMA

PROTEGGE

I prodotti NOENE® (solette, tallonette, grip) assorbono e disperdono fino al 96% dell’energia negativa prodotta da shock e vibrazioni, evitando l’effetto negativo sull’apparato muscolo scheletrico.

DURANTE

MIGLIORA LA PERFORMANCE

Durante un allenamento sportivo, attività quotidiana o un’intensa giornata lavorativa NOENE® riduce la sensazione di affaticamento, stanchezza e stress articolare mantenendo più efficiente la muscolatura e migliorando la resistenza agli sforzi.

DOPO

MIGLIORA IL RECUPERO

NOENE®, aiuta a ridurre i tempi di recupero e di ripristino dello stato di forma ideale per le successive attività

Da solo venerdì a intera settimana: che cos’è il Black Friday? Da dove viene l’usanza e qual è la sua origine? Perché deve per forza essere nero?

Come è accaduto anche l’anno scorso, a causa della pandemia da CoViD-19, anche il Black Friday si è adeguato e si svolge quasi esclusivamente online. Quest’anno il giorno fatidico sarebbe il 26 novembre, ma, a dire il vero, gli sconti a portata di smarthpone sono già partiti: da tempo, infatti, il Black Friday si è trasformato in tutto il mondo nella settimana del Black Friday.

MADE IN USA. La tradizione americana vuole che questo venerdì così particolare arrivi all’indomani del Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day), festa che negli USA si celebra il quarto giovedì di novembre. La sua oriigne è fatta risalire al 1621, quando nella città di Plymouth, nel Massachusetts, i padri pellegrini si riunirono per ringraziare Dio del buon raccolto. Quasi quattro secoli dopo, negli anni Sessanta, i negozianti presero l’abitudine di proporre sconti speciali per incentivare lo shopping e dare il via alle spese natalizie.

PERCHÉ NERO? La traduzione in italiano ha un significato del tutto diverso, ed ecco perché non si usa “venerdì nero”, ma quanto al black è così perché all’epoca i registri contabili dei negozianti si compilavano a penna, usando inchiostro rosso per i conti in perdita e nero per i conti in attivo. E nel venerdì dopo il Ringraziamento, grazie alle promozioni, i conti finivano sempre decisamente in nero.

Anche se i trend degli ultimi mesi non sono incoraggianti, complice la saturazione di un calendario
gare di cui abbiamo già parlato e il caro vita che
costringe gli sportivi a delle scelte sofferte, la stagione
delle gare continua. Anzi, verrebbe da dire che rispetto al
passato, non conosce soste.
All’orizzonte si profilano new entry interessanti come la camuna Valle dei Segni Wine Trail e manifestazioni già note
come il Monte Casto a Biella. Tra gli appuntamenti clou
del mese di novembre da non perdere il Valtellina Wine
Trail e il Trail del Cinghiale. Volendo infine chiudere l’anno
in bellezza vi consigliamo una capatina a Torbole per il
Garda Trentino Xmas Trail.
Per chi non scia, un inverno a tutto running… anche
sulla neve – Ormai appuntamento consolidato per
agonisti e amatori, anche questo inverno tornerà il
Nortec Winter Trail Running Cup. Di cosa si tratta? Molto
semplice, quattro o cinque appuntamenti tra Lombardia,
Veneto e Friuli-Venezia Giulia che hanno come comune
denominatore tracciati spettacolari di media distanza,
ricchi premi e atleti di livello. Altro circuito altrettanto valido, questa volta
federale e rivolto ad agonisti puri, è invece il Crazy Sky Snow Italy Cup
proposto da Fisky (Federazione Italiana Skyrunning). In questo caso le
gare saranno sei e spazieranno dall’arco alpino agli appennini. Dopo il
positivo warm up 2022 anche per il prossimo inverno le prove saranno sia
di sola ascesa, sia nella modalità up & down.
La formula vincente di questi due circuiti sta nel fornire una valvola di sfogo
a tutti gli appassionati che nella stagione invernale non sanno o non possono sciare. In caso di tracciato innevato, l’unico materiale richiesto oltre
a un vestiario consono alle basse temperature è il classico micro rampone da applicare alle proprie scarpette da running. Quindi con un costo di
equipaggiamento decisamente contenuto potrete dare sfogo alla vostra
voglia di gare in contesti resi ancora più magici e suggestivi da un manto
di coltre bianca.
Anche per gli organizzatori l’inverno non è sinonimo di vacanze.
Ecco alcuni spunti di riflessione – L’abbiamo detto più volte, a livello
organizzativo il 2022 per molte competizioni di corsa in montagna, trail
running e skyrunning non ha regalato grandissime soddisfazioni. Anzi,
in alcuni casi, cali di presenze importanti intorno al 35/40% sono state
delle belle bastonate economiche e motivazionali. Certi dati devono
fare riflettere e spingere i comitati organizzatori a fare ancora meglio. Il
primo punto da analizzare è chi sono gli atleti? Mi spiego meglio. In base
a una recente inchiesta condotta dall’ITRA (International Trail Running)

 

su un campione di circa 10.000 persone, l’età media di chi si
iscrive a una gara di trail sono uomini (82%) tra i 34 e i 37 anni. Questo dato
diventa ancora più marcato con l’aumentare delle distanze e dei dislivelli.
Ecco quindi un primo spunto: lavorare per attrarre sempre più donne. Se
la parificazione dei premi dovrebbe ormai essere un must, pacchi gara
dedicati ed eventi collaterali loro dedicati potrebbe rivelarsi un nuovo
stimolo per aumentare una percentuale decisamente troppo bassa e
provare a ridimensionare un gap attualmente troppo marcato.
Altro aspetto molto importante su cui lavorare è l’impatto ambientale delle
manifestazioni sportive. Il 90% degli eventi è tutt’altro che green; si spaccia per tale, ma non lo è. Le gare nascono per promuovere il territorio e
finiscono per produrre una quantità spropositata di immondizia. Partendo
dai ristori dove le classiche bottigliette di plastica e i bicchieri monouso
andrebbero banditi, per arrivare al balisaggio, serve uno sforzo concreto.
Ora che molti brand hanno deciso di puntare su eventi eco compatibili,
un’importante sterzata in chiave ambientale sarà una delle ancore di salvezza per molte gare. L’alternativa? Sin troppo chiara: restare senza sponsor. Già perché gli sponsor, mai facili da trovare, al termine di un inverno
che si preannuncia davvero ostico, saranno merce rara. Meglio quindi
coccolarli e valorizzarli al meglio.
Anche in tempi di crisi chi fa le scelte giuste viene premiato –
Di questi giorni è la notizia che le preiscrizioni de La Sportiva Lavaredo
Ultra Trail by UTMB 2023 hanno fatto registrare numeri da capogiro: 11mila
i preiscritti per i circa 5.200 posti disponibili. Per l’evento di fine giugno a
Cortina d’Ampezzo, si ricorrerà quindi al sorteggio.
Essere unica prova italiana delle UTMB World Series, alla luce dei fatti, si
è rivelata una mossa vincente. Indipendentemente dalla crisi e dal caro
vita, 11.584 atleti da 105 Paesi ambiscono a visitare Cortina d’Ampezzo dal
22 al 25 giugno e partecipare alla 16ª edizione della super classica disegnata all’ombra delle Tre Cime di La

Ci sono storie e innovazioni che cambiano il mondo, e le solette Noene® sono una di queste.

Realizzato negli anni ’80 per contenere le vibrazioni in ambito industriale (tra gli altri, è infatti presente nella stazione metropolitana Duomo di Milano), nei primi anni del 2000 il materiale Noene® ha conosciuto una conversione all’uso civile.
Tra le prime applicazioni che sfruttano questa rivoluzionaria tecnologia, le ormai famose solette Noene®. A volte si diventa famosi perché si hanno grandi budget pubblicitari, ma non è questo il caso. Le solette Noene® sono partite in sordina, all’inizio utilizzate, non senza qualche dubbio, dagli addetti ai lavori, in particolare gli sportivi, ma anche diversi medici ed esperti.

Il risultato? Un incredibile passaparola che ha fatto crescere in poco tempo la reputazione del marchio; un tasso di fedeltà al prodotto con pochi eguali; ma soprattutto un tasso di soddisfazione superiore al 95%!

Il motivo? Le solette Noene® fanno ciò che dicono, ovvero grazie alle loro straordinarie proprietà di assorbimento e dispersione degli shock generati nell’impatto piede-scarpa-suolo, ben fino al 96%, proteggono il nostro corpo e tutte le articolazioni dall’insorgere di traumi e infiammazioni di vario tipo.

Capaci di assorbire e disperdere fino al 96% delle vibrazioni negative causate dall’impatto piede-scarpa-suolo, in appena 1 m di spessore! In questo modo, le solette Noene® bloccano sul nascere i microtraumi all’origine di numerose patologie articolari.

Sul mercato esistono numerosi tipi di solette per le calzature, ma nessuno di essi può essere paragonato alle solette Noene®. Il motivo è molto semplice: le solette Noene® assorbono e disperdono le onde di shock generate nell’impatto piede suolo, cosa che le solette tradizionali non fanno. Questa funzione garantisce una protezione costante alla nostre articolazioni, evitando l’insorgere di microtraumi che alla lunga causano infiammazioni e fratture da stress.

2. BENEFICI RISCONTRATI

Le solette Noene hanno risolto problemi fisici in maniera talmente efficace da essere diventate compagne inseparabili per migliaia di persone. Ad oggi, più del 98% di chi le ha testate le giudica insostituibili, un dato record in termini assoluti, considerata qualunque categoria di prodotti esistente (quindi non solo tra le solette). Tra i benefici principali:

  • Riduzione significativa o eliminazione completa di problemi quali la tallonite, fascite plantare, tendinite e infiammazioni articolari e muscolari di vario genere;
  • Riduzione significativa dell’affaticamento tipico del post-gara o allenamento;
  • Miglioramento dei tempi di recupero post-traumi (es. operazioni al ginocchio, etc..);
  • Conseguentemente, un miglioramento visibile delle performance, sia per chi pratica sport che nelle attività quotidiane.

Sulle solette antishock Noene® si sono espressi numerosi dottori,  i quali utilizzano ormai da anni il materiale Noene® come parte integrante delle cure o prodotti sottoscritti ai propri pazienti.

…in qualunque momento della giornata (lavoro, sport e tempo libero) blocca la creazione di nuovi microtraumi da impatto, con un beneficio immediato e tangibile.

Si stima che camminando la forza impulsiva di ritorno sia uguale al peso del nostro corpo e, mentre pratichiamo sport, possa addirittura arrivare a 4-5 volte (es. saltando o correndo). Ciò significa sottoporre il nostro corpo a enormi carichi per tutto il tempo passato in piedi.

Nessun altro prodotto della stessa categoria è in grado di fare quello che fanno le solette Noene®, anche perché svolgono una funzione completamente diversa da quanto in commercio, risolvendo un problema finora poco noto, ma ampiamente trattato dal mondo della Medicina.

3. TECNOLOGIA & PROPRIETÀ

NOENE® è un elastomero che, per la sua speciale struttura esterna e disposizione, presenta caratteristiche particolari e molto differenti dagli elastomeri più conosciuti (ovvero quelli di cui sono fatte le solette tradizionali attualmente in commercio). La proprietà principale del materiale Noene® è la sua viscoelasticità che gli conferisce una straordinaria capacità di assorbimento e dispersione.

Nato per l’industria pesante, dove lo scopo era contenere gli effetti delle vibrazioni prodotte dai macchinari pesanti (si utilizza, per esempio, anche in alcune vetture da corsa e treni ad alta velocità), il materiale Noene® ha trovato poi applicazione nella vita di tutti i giorni, poiché ci si è resi conto della vasta portata di benefici che avrebbe prodotto sul corpo umano.

Le solette e i plantari shock absorbing Noene®, infatti, sono in grado di assorbire fino al 96% delle vibrazioni prodotte dall’impatto dei piedi con il suolo.

Con le solette tradizionali, questa energia negativa si propaga sotto forma di vibrazione o scossa che risale ad ogni punto nevralgico dell’apparato locomotore umano producendo così dei microtraumi duraturi, che talvolta generano e spesso favoriscono l’insorgere di problemi quali: tallonite, tendinite, fascite plantare, periostite, fratture da stress, dolori articolari dei piedi, delle ginocchia, delle anche, della schiena fino alla base del cranio. Grazie alle loro straordinarie proprietà brevettate a livello mondiale, le solette Noene® evitano questo tipo di conseguenze, fornendo un rimedio rapido ed efficace.

Con le solette antishock Noene® ai piedi, il corpo non riceve più alcun tipo di sollecitazione negativa poiché le vibrazioni vengono disperse ancora prima di raggiungere il piede. La cosa ancora più straordinaria delle solette Noene® è la loro consistenza: sono ultra-leggere e ultra-sottili, adattabili  a qualunque tipo di scarpa e necessità, poiché in grado di mantenere completamente inalterate le condizioni di appoggio del piede.

Sia che usiate le solette standard già presenti nelle scarpe o dei plantari personalizzati, potete tranquillamente inserire all’interno delle vostre calzature il modello di solette antishock più adatto a voi. Questo perché già a 1 mm di spessore, infatti, svolgono perfettamente il loro ruolo ammortizzante proteggendo il vostro corpo.

Va sottolineato che nel mondo non esistono solette con queste caratteristiche. I modelli tradizionali possono garantire comfort all’appoggio del piede, ma a causa del loro “effetto molla” accentuano la propagazione delle vibrazioni negative generando gli effetti nefasti descritti sopra. Noene® è una tecnologia certificata ISO 9001 e 14001.

Indossare un paio di Saucony significa indossare un pezzo d’America. Nato nel 1898 in un piccolo laboratorio artigianale sulle sponde del fiume Saucony a Kutztown, Pennsylvania, il marchio si specializza sin dalle origini nella produzione di scarpe tecniche sportive e, nello specifico, di running shoes, guadagnandosi la stima di numerosi atleti e appassionati di corsa in tutto il mondo. Saucony è il nome del fiume che scorre a Kutztown dove tutto ebbe origine. “Dove due fiumi corrono insieme”: questo è il significato di Saucony per i nativi americani. L’iconico logo del marchio, l’onda, simboleggia proprio le acque di questo fiume. I tre punti che percorrono il river rappresentano i tre massi attorno cui le acque scorrono in quel luogo ma anche i valori chiave del marchio: autenticità, unicità, qualità.

Torna anche quest’anno l’inchiesta esclusiva di Outdoor Magazine
sull’andamento delle vendite del mercato nel 2021. Parola ai negozianti
A CURA della redazione
LA CARICA DEI 101

1.BILANCIO DI FINE ANNO
Nel 2021 qual è stato
l’andamento delle vendite
del negozio?
2. VENDITE ONLINE
Avete un e-commerce o
usufruite di piattaforme
terze? In caso affermativo,
quanto incidono le
vendite online sul totale?
È aumentata questa
percentuale nel 2021?
Se sì, di quanto?
3.RITARDI O MANCATE CONSEGNE
a. In che percentuale i prodotti non vi sono
mai stati consegnati?
b. Qual è stata la categoria più interessata?
c. Qual è stato il ritardo medio
delle consegne?
d. Qual è stata la tua perdita di fatturato
legata alla ritardata o mancata consegna?
4.NUOVI UTENTI
Nel 2020 si sono avvicinati al running
molti nuovi utenti. Nel 2021 questa
tendenza è proseguita? È cambiata la
tipologia dei nuovi clienti? Se sì, come?
6. BRAND
RIVELAZIONE 7.
ALTRE
OSSEVAZIONI
L E DOMANDE
l
Y
L
R
5.MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2021
(dove specificato: + in crescita, = stabile, – in calo, n new entry)
a. Calzature climbing
b. Calzature hiking-trekking
c. Calzature trail running
d. Calzature road running
e. Calzature mountain lifestyle
f. Abbigliamento outdoor
g. Abbigliamento sci/freeride
h. Scarponi da scialpinismo/freeride
i. Scarponi sci alpino
l. Sci da scialpinismo/freeride
m. Sci da sci alpino
n. Abbigliamento intimo tecnico
o. Accessori (bastoncini, gambali, belt, orologi, etc.)
p. Attrezzatura climbing

FRANCK HEDIGER   LE COQ    Bologna

1. Abbiamo registrato un incremento di circa
il 20%. Questo è dovuto a una serie di fattori,
tra cui la tendenza delle persone a frequentare posti poco affollati, la montagna è uno
di questi. L’esperienza e la consulenza al
cliente ha poi incrementato un risultato che
era già positivo.

2. Sì, abbiamo un e-commerce ma incide poco sul totale delle vendite, circa l’1%.
L’abbiamo creato durante il lockdown e devo
dire che, come vetrina web, funziona bene.
3a. Il 10%.
3b. Calzature.
3c. Due mesi.
3d. Meno del 10%.
4. Sì, questa tendenza è sicuramente proseguita. Soprattutto vi è tanta gente che prima
non camminava molto e che invece, ora, si è
affacciata con entusiasmo a questo mondo.
5A. CMP (+) SALOMON (-)
5B. CMP (+) SALOMON (-) ADIDAS (-)
5C. SAUCONY (+) SALOMON (-) CMP (+)
5D. SAUCONY (+) NIKE (=) ADIDAS (=)
5E. SALOMON (=) CMP (+) ADIDAS (=)
5F. CMP
5G. CMP
5H. –
5I. –
5L. –
5M. –
5N. CMP (+)
5O. –
5P. –
6. CMP
7. Come nel 2020, i clienti hanno voglia di essere accolti bene ed essere seguiti con professionalità, preferendo i punti vendita non
affollati per via della pandemia.